Congedo per maternità

Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice. La durata complessiva del congedo di maternità è pari a 5 mesi e può essere fruito:

  • durante i due mesi precedenti la data presunta del parto
  • ove il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto
  • durante i tre mesi successivi al parto

Oppure:

  • un mese precedente il parto
  • quattro successivi (per poter lavorare fino all’ottavo mese completo di gestazione, la lavoratrice deve ottenere un’attestazione medica dalla quale risulti che tale scelta non arrechi danno alla salute del nascituro e/o della gestante)

In caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, la madre ha diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità fino alla data di dimissioni del bambino; questo diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio ed è subordinato alla produzione di attestazione medica che dichiari la compatibilità dello stato di salute della donna con la ripresa dell’attività lavorativa.

La legge prevede un caso in cui la durata complessiva del congedo di maternità può superare i 5 mesi, e cioè il caso in cui il parto, fortemente prematuro (circolare INPS n. 69/2016), avvenga prima dei due mesi antecedenti la data presunta del parto.

In questo caso la madre avrà diritto al congedo di maternità per:

  • tutti i giorni intercorrenti tra la data effettiva del parto e la data di inizio del congedo (due mesi antecedenti la data presunta del parto)
  • più i cinque mesi previsti per le gravidanze con decorso normale.

Chi può chiedere il congedo di maternità

La disciplina è rivolta a tutte le lavoratrici dipendenti, comprese quelle di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro, le lavoratrici parasubordinate nonché quelle con contratto di apprendistato e le socie lavoratrici di società cooperative.

Il congedo anticipato

Il congedo di maternità può essere anticipato. Vedi alla voce “Congedo per gravidanza a rischio

Interruzione della gravidanza/morte del bambino durante il congedo

Se l’interruzione della gravidanza è successiva al 180° giorno dall’inizio della gestazione, la lavoratrice può riprendere in qualunque momento l’attività lavorativa. Sono però necessari: 10 giorni di preavviso al datore di lavoro e una certificazione medica che attesti che la ripresa del lavoro non arrecherà danno alla lavoratrice. Quanto detto vale anche nel caso di morte prematura del bambino (morte alla nascita o durante il congedo).

Trattamento economico e previdenziale

Il congedo di maternità:

  • va computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti (compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità, alle ferie ecc.)
  • va considerato come periodo lavorativo ai fini della progressione di carriera
  • dà diritto ad un’indennità pari all’80% della retribuzione per tutta la durata del congedo (N.B.: la contrattazione collettiva può prevedere un’indennità più favorevole alla lavoratrice; ad es., nel settore pubblico, questa indennità è pari al 100% della retribuzione).

Ai fini della pensione, il periodo di congedo viene conteggiato per intero con l’accredito dei contributi figurativi (ossia i contributi accreditati, senza oneri a carico del lavoratore, per periodi durante i quali non ha prestato attività lavorativa, come nel caso della maternità). Non è richiesta nessuna anzianità contributiva pregressa.

Nel periodo di astensione obbligatoria la norma prevede il divieto di licenziamento e il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all'INPS (www.inps.it), patronati o consultori.