Comunicato 9 maggio - AAS 3

Nella giornata di ieri sono state completate le analisi su 203 campioni di sangue prelevati nell’ultima settimana di aprile. Di seguito vengono riportate le risposte alle domande a cui questi esami possono dare una risposta.

E’ confermato che vi è un problema di mancata copertura vaccinale nei bambini vaccinati a Codroipo nei giorni in cui era presente PE?   Come si può quantificare?

Risulta di sì.

Per le vaccinazioni che vengono eseguite a partire dal terzo mese di vita (esavalente: difterite, tetano, pertosse, emofilo, epatite B, poliomielite) è stato scelto dalla task force come esame “tracciante” il dosaggio degli anticorpi antiepatite B. I 203 casi che hanno effettuato il test erano stati scelti per aver fatto la grande maggioranza delle loro vaccinazioni in giorni in cui PE era presente nella seduta vaccinale.  E’ risultato che tre quarti di questi bambini non avevano un titolo protettivo per gli anticorpi per l’epatite:

Ac EPATITE

 

(203 CASI)

 

 

 

 

NEGATIVO

POSITIVO

Totale

Totale

 

76%

24%

100%

 

Ad una decina di casi risultati negativi per l’epatite è stato eseguito, per ulteriore controllo, anche il test per gli anticorpi antitetano: in tutti questi casi anche gli anticorpi antitetano sono risultati assenti.

Per le vaccinazioni che vengono eseguite a partire dall’anno di vita (MMRV: morbillo, parotite e rosolia, con o senza varicella) è stato scelto dalla task force come esame “tracciante” il dosaggio degli anticorpi antimorbillo. In questo caso è stato possibile distinguere 21 casi che erano stati vaccinati certamente da PE, rispetto a 180 casi dei quali non è possibile definire con certezza se erano sati vaccinati da PE o da un’altra collega. Tutti i 21 casi vaccinati certamente da PE sono risultati negativi, mentre metà (per la precisione:  il 52%) degli altri casi sono risultati positivi. 2 casi che avevano effettuato la vaccinazione con altri professionisti sono risultati entrambi positivi (“negativo” significa che non ha risposto alla vaccinazione; “positivo” significa che ha risposto, almeno in parte). 

Ac MORBILLO in bambini che han fatto la   vaccinazione:

 

(203 CASI)

 

 

 

DUBBIO

NEGATIVO

POSITIVO

totale

con PE

0

21

0

21

non si sa

2

84

94

180

non con PE

0

0

2

2

Totale

2

105

96

203

 
Ac MORBILLO in bambini   che han fatto la vaccinazione:   (203 CASI)    
  DUBBIO NEGATIVO POSITIVO totale
con PE

 0% 

100% 0% 100%
non si sa 1% 47% 52% 100%
non con PE 0% 0% 100% 100%
Totale 1% 52% 47% 100%

 

Anche in questo caso, è stato effettuato un altro test di controllo (anticorpi antirosolia) che ha confermato statisticamente il risultato ottenuto con gli anticorpi antimorbillo. Possiamo pertanto concludere che certamente, nei bambini vaccinati nei giorni in cui era presente PE, vi è un problema di mancata copertura.

Ma a questo punto, perché il gruppo dei tecnici non ha deciso di fare i prelievi a tutti i bambini?

Perché non servirebbe: gli esami di laboratorio fatti finora dall’Azienda rispondevano alla necessità, per il sistema sanitario, di verificare se gli stessi problemi evidenziati nell’ULSS “Marca Trevigiana” potevano essersi presentati anche nel Medio Friuli. Si è verificato che è così, e quindi si sono intraprese tutte le azioni necessarie per risolvere il problema di salute e per tenere pienamente informata la popolazione.  

Ma i bambini che sono risultati positivi agli esami, non potrebbero fare a meno di rivaccinarsi?  

No, perché se un bambino è stato vaccinato in giorni in cui PE era presente, anche se risulta positivo agli esami non possiamo sapere se la sua protezione è completa e durerà per tutta la vita (o per il tempo previsto per ciascuna vaccinazione). A questo punto, fare gli esami significa sprecare tempo, fare una manovra invasiva sui bambini (fare un prelievo endovena su un bambino è senz’altro più disagevole per lui che non fare una iniezione), e non concludere niente. Poiché rivaccinare non comporta problemi di salute, anche nel caso che il bambino sia già stato vaccinato, è senza dubbio opportuno rivaccinare.  Per questo stiamo richiamando tutti i bambini che hanno effettuato le vaccinazioni in giorni in cui PE era presente.  

Sono esclusi invece, naturalmente, i bambini che hanno effettuato le loro vaccinazioni in giorni in cui PE era assente.

Quindi non farete altri prelievi?

Qualcuno sì, non per esigenze sanitarie ma per esigenze di giustizia; stiamo infatti collaborando con la Magistratura, che ha bisogno di effettuare altri prelievi che possano avere valore di prova legale.    Stiamo completando i nuovi protocolli, che poi sottoporremo alla Magistratura perché decida cosa è necessario fare.   Confidiamo che ci sia una ampia disponibilità delle famiglie a cui trasmetteremo la richiesta della Magistratura, in modo da fare luce davvero completa su questa brutta vicenda.

Ma riuscirete a chiamare tutti, come avete promesso?

L’impegno è davvero massimo. Il nostro personale conta di riuscire a chiamare oltre 4.000 bambini entro maggio.

Come stanno rispondendo le mamme ai vostri inviti?

Le cose hanno iniziato ad andare al massimo: nel solo primo giorno sono state contattate 160 famiglie, e tre quarti di loro hanno subito accettato la data che è stata proposta.   Le ringraziamo, perché solo in questo modo riusciremo a dare la copertura ottimale nel tempo previsto. In questa fase daremo la priorità a loro, in modo da restringere il più possibile la finestra di copertura incompleta che si è creata. 

Nei prossimi giorni continueremo a questo ritmo.